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Carichi

Carichi standard

Possono essere applicate tutte le varie tipologie dei carichi standard: concentrati, lineari e superficiali. La ripartizione può essere distribuita o parzialmente distribuita. Inoltre, è possibile inserire dei carichi distribuiti ripartiti automaticamente su elementi lineari (ad esempio per simulare un solaio unidirezionale).

Elementi precompressi

I cavi possono essere assegnati a una serie di elementi trave o nervatura. Dopo aver definito le proprietà dei cavi e del processo di precompressione, AxisVM determina i carichi equivalenti per la fase finale di precompressione (casi di carico nome-T0). Dopo avere completato l’analisi statica, si determinano i carichi equivalenti a lungo termine dal risultato delle combinazioni critiche (casi di carico nome-TI).

Carichi mobili

I carichi mobili permettono la definizione di una massa costante che si sposta, come ad esempio un veicolo che attraversa un ponte, o un carrello gru in movimento. Per poter inserire i carichi mobili occorre definire precedentemente un caso di carico mobile. I casi di carico mobile vengono generati automaticamente in base al numero di passi impostati.

Carichi idraulici

Permette di applicare pressioni tipiche dei fluidi agli elementi piastra o guscio selezionati.
Il carico effettivo è dato dai valori calcolati all’angolo degli elementi.

I carichi dei fluidi inseriti con le stesse caratteristiche vengono trattati come un carico unico. Pertanto, se si inserisce lo stesso carico fluido su più elementi, è possibile modificarne facilmente i parametri selezionando semplicemente il contorno di un solo carico fluido definito su uno di questi elementi.

La variazione lineare del carico è approssimata da valori calcolati al centro degli elementi, i quali vengono considerati costanti sull’elemento.

Carichi dinamici

È possibile definire i carichi nodali dinamici e le funzioni di accelerazione per l’analisi storica nel tempo. Le funzioni di accelerazione possono essere utilizzate per l’analisi sismica. In questo caso si raccomanda di ottenere corretti accelerometri sismici, e assegnare queste funzioni per supportare i nodi e analizzare gli effetti del terremoto. Questo metodo fornisce risultati più esatti dell’analisi dello spettro di risposta, e può essere utilizzato anche se gli elementi non lineari sono definiti nel modello (supporti non lineari, travi a tensione, ecc.). Lo svantaggio è che non può essere combinato automaticamente con altri tipi di carico.

Carichi sismici con spettro di risposta

I carichi sismici vengono presi in considerazione in base al metodo di analisi dello spettro di risposta. Questo metodo richiede un numero calcolato in precedenza di frequenze di vibrazione senza tensione, e le forme modali corrispondenti.

Si possono applicare carichi equivalenti di tipo statico in base ai carichi verticali e all’analisi dinamica, secondo diverse normative comprendendo effetti torsionali, spostamenti, spostamenti relativi di piano e analisi del secondo ordine.

Carichi sismici con analisi pushover

I carichi per l’analisi pushover sono generati sulla base dell’Eurocodice 8 (EN 1998-1: 2004) per impostazione predefinita.

È possibile creare dei casi di carico pushover, dove andranno specificati i parametri per la generazione di distribuzioni di carico, utili successivamente nelle analisi pushover. Questi possono essere rinominati e cancellati dalla finestra di dialogo dedicata ai Gruppi di carico.

I carichi possono essere generati solo dopo aver eseguito un’analisi modale, poiché la generazione di distribuzioni di carico utilizza frequenze di vibrazione libere e forme modali del modello.

L’analisi Pushover fornisce risultati validi e realistici solo se il modello strutturale acquisisce le non linearità nella struttura.

Questo è un compito difficile soprattutto per le strutture in cemento armato. Un approccio comune a questo problema è sviluppare modelli con plasticità concentrata: la deformazione plastica di ogni elemento è concentrata in un numero discreto di punti (cosiddette cerniere plastiche) lungo l’elemento. La pratica corrente è quella di avere una cerniera in prossimità di ciascuna estremità dell’elemento. Sono stati studiati diversi tipi di cerniere plastiche, ma le più diffuse sono cerniere a flessione. Cerniere flessibili considerano la non linearità nel rapporto di rotazione del momento di flessione. Ogni cerniera è caratterizzata da un diagramma di rotazione momentanea che descrive la capacità di flessione dell’elemento a diversi livelli di rotazione.

 

Carico distribuito su elementi lineari

I carichi di superficie distribuiti vengono ripartiti automaticamente sugli elementi lineari che intersecano. E’ possibile, da parte dell’utente, specificare gli elementi lineari su cui ripartire il carico. Usando questo comando la distribuzione del carico è associata direttamente al carico stesso. Per casi di carico non ripetitivi risulta il metodo più veloce, in quanto consente di specificare il valore di carico e la sua distribuzione in una sola operazione.

Pannello di carico

La funzione di un pannello di carico è di distribuire agli elementi strutturali sottostanti i carichi che gli vengono assegnati. La distribuzione può essere automatica o personalizzata. In quest’ultimo caso, è l’utente a specificare gli elementi strutturali sui quali il pannello dovrà scaricare.

Lo stesso pannello può essere utilizzato per distribuire diversi casi di carico, poiché rappresenta un entità logica nella quale sono descritte le regole di distribuzione. Questo non rappresenta un carico vero e proprio, e non viene cancellato se eliminiamo i carichi ad esso assegnati. Una volta definiti i pannelli di carico, non occorre più specificare le distribuzioni di carico, ma ci si può concentrare semplicemente sul valore del carico da assegnare per i diversi casi di carico.